Bitcoin e crypto: molto più che semplici strumenti speculativi

Una visione sbrigativa e superficiale del fenomeno crypto si focalizza esclusivamente sull’aspetto della speculazione finanziaria: “compra Bitcoin adesso e diventa ricco“. Ma l’aspetto speculativo è solo quello che balza per primo agli occhi dei neofiti, mettendo spesso in secondo piano tutte le altre, ben più importanti, implicazioni.

Illustrazione che rappresenta l’avidità (greed)

La speculazione: bestia nera della finanza globale

Spesso la speculazione viene considerata una pratica eticamente scorretta, utilizzata solo dai grandi attori finanziari, ma socialmente improduttiva. Il lavoro, conquistato col “sudore della fronte” e con i “sacrifici“, si contrappone così ad un’attività sterile e spregiudicata, in cui ci si limita a spostare fondi su strumenti finanziari spesso opachi, ricavando rendite enormi. Di frequente poi, queste attività, oltre a non portare benefici alla società, vanno direttamente a penalizzare i più deboli, finanziando guerre o danni ambientali, in nome del profitto più cieco ed amorale. Il costo della speculazione finisce per ricadere su cittadini e contribuenti, mentre i benefici vanno inevitabilmente ai grandi squali della finanza globale.

Cosa cambia in ambito crypto

La differenza principale è che mentre in passato questa opportunità speculativa rimaneva nelle mani di grandi gruppi economici, ora è “alla portata di tutti“, almeno dal punto di vista teorico. Certo, occorre avere dimestichezza con le tecnologie ed essere al corrente dei rischi di investimento, ma oggi è possibile investire in crypto partendo con poche decine di euro e con prospettive di profitto abbastanza interessanti. Inoltre, in questo caso l’investimento va ad alimentare un nuovo paradigma economico, incentrato sulla disintermediazione e decentralizzazione, con l’obiettivo di creare un “denaro per la gente“, non gestito o controllato da banche o governi. Con questo non si vuole affermare che il mondo cripto-economico sia un paradiso incontaminato di solidarietà ed altruismo, ma sicuramente i presupposti su cui si basa appaiono più sani ed egualitari di quelli a cui ci ha abituato il capitalismo selvaggio. Va ricordato infatti che, nel momento in cui si elimina l’intermediario, i profitti generati verranno condivisi tra i partecipanti al network.

Immagine che rappresenta la decentralizzazione di Bitcoin

Bitcoin: la speculazione è solo la punta dell’iceberg

Avere la possibilità di “democratizzare” la speculazione  può contribuire a renderla più accettabile dal punto di vista etico. Ma Bitcoin e crypto sono molto più: la nascita di un nuovo paradigma in cui il controllo è diffuso e non più centralizzato, un network peer-to-peer anonimo e paritario, la possibilità di non dipendere più da un’autorità fiduciaria, la resilienza alle censure e agli attacchi informatici, una politica monetaria impostata algoritmicamente e non più affidata alle banche centrali, l’uso dell’open source per garantire trasparenza e affidabilità dei software usati.
Queste, che sono solo alcune delle caratteristiche delle criptomonete, possono portare notevoli benefici dal punto di vista sociale, come ad esempio, la possibilità di trasferire denaro superando qualsiasi barriera nazionale o internazionale e scavalcando intermediari istituzionali, la non confiscabilità (o difficile confiscabilità) dei propri fondi ad opera di banche o governi, costi di transazione più bassi e una valuta che può crescere di notevolmente di valore nel tempo, rispetto alle valute fiat (euro, dollaro) destinate a ridurre costantemente il loro potere d’acquisto nel tempo. Inoltre l’accesso ai finanziamenti per progetti innovativi potrà essere più semplice ed efficace grazie alle ICO.

Implicazioni extra finanziarie

Non vanno trascurati i possibili sviluppi che esulano l’aspetto meramente monetario ed economico: tutti i costosi e centralizzati sistemi burocratici potranno essere sostituiti da blockchain decentralizzate più rapide, sicure ed economiche, potrà essere implementata una forma di democrazia diretta e in tempo reale con sistemi di voto basati sulla crittografia, sarà possibile tracciare in maniera affidabile le filiere agroalimentari, le donazioni a fondazioni ed enti benefici, il traffico dei veicoli e delle merci e molto altro. In sostanza questa innovazione porterà ad una decentralizzazione dell’intero sistema economico e sociale, contrastando la tendenza accentratrice che ha sempre inevitabilmente portato alla corruzione e all’ingiustizia. Non sarà più necessario chiedersi “chi controlla il controllore” perchè sarà eliminato il controllore stesso, e sostituito da un sistema ad accesso libero, diffuso e paritario in cui ognuno sarà allo stesso tempo utente e controllore dell’intero network.

Conclusioni

Risulta certamente difficile in un breve post riuscire a dare un quadro sufficientemente dettagliato di tutti i possibili sviluppi che la tecnologia crypto potrà produrre nella società attuale e futura. Tuttavia, ciò che bisogna comprendere è che tutti quei settori in cui finora ha lucrato un controllore centrale, saranno in qualche modo “socializzati“, in modo che i profitti e i benefici si possano riversare anche sugli utenti, senza andare sempre e solo a rimpinzare i monopolisti ed oligopolisti di turno. Ciò non toglie che la strada verso la decentralizzazione è ancora lunga e irta di ostacoli e che questa tecnologia trova e troverà numerose resistenze e opposizioni, proprio per la sua natura rivoluzionaria e la sua attitudine a trasformare la società.

Sviluppatore software professionale dal 2006, appassionato di crypto dal 2013, attualmente impegnato, tra le altre cose, nello sviluppo di coinrush.it

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Pubblicato il 19-04-2018

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